“Io vengo dal deserto”: i Boscimani del Kalahari

Posted on aprile 1, 2013

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Boscimani

Se pensate che nel deserto non possa esserci possibilità di sopravvivenza per la specie umana, vi sbagliate. Almeno in parte. C’è infatti un popolo che si trova perfettamente a suo agio in un clima desertico dove probabilmente ognuno di noi avrebbe grossi problemi a resistere per più di qualche ora. Stiamo parlando dei Boscimani, tribù nomade stanziata nel deserto del Kalahari, situato nell’Africa Meridionale, a cavallo tra Botswana, Zimbawe, Namibia e Sudafrica.

I Boscimani (il cui nome significa “uomini della boscaglia”) costituiscono un gruppo di circa 100.000 individui, e si spostano giornalmente alla ricerca di fonti di sostentamento, sostando per brevi periodi solo quando trovano alberi da frutta o zone meno aride che possano giustificare la creazione di piccoli accampamenti nelle steppe. Hanno origini antichissime:la loro origine risale a circa 20.000 anni fa; prima i Boscimani occupavano un territorio molto più vasto, ristrettosi nel corso dei secoli sotto la pressione dei popoli locali prima e degli Europei colonizzatori dopo.

Tra le loro principali attività ci sono la caccia e la raccolta, che vengono equamente divise tra gli uomini e le donne. I primi si occupano infatti di rimediare la selvaggina, e hanno ideato, nel corso degli anni, un metodo di caccia basato su frecce avvelenate che ha valso loro il soprannome di uomini scorpione. Le donne si dedicano invece alla raccolta del cibo, dei frutti e delle radici e piante necessarie alla sopravvivenza; esse sono delle vere esperte nel campo e conoscono le proprietà mediche e nutrizionali di ciò che raccolgono. Dal punto di vista sociale i Boscimani sono monogami, ma, in alcuni casi particolari, prevedono la possibilità della poligamia, come quando un uomo cacciatore riesca a catturare così tante prede da potersi permettere di sfamare più donne. Per quanto riguarda i riti, vi sono diversi tipi, come quelli religiosi e quelli considerati magici. Tra i primi vi è l’abitudine di seppellire i morti sempre in posizione fetale, mentre tra i secondi quello di mangiare, durante la caccia, animali “lenti” per provocare, attraverso un ipotetico influsso magico, un rallentamento nel corso della preda da cacciare. Nel campo culturale sono importanti le danze e la musica (una specie di flauto formato da un arco e una lira a quattro corde sono gli strumenti più consueti) , così come l’arte pittorica, caratterizzata da incisioni rupestri spesso utilizzate in passato e oggi quasi scomparse.

Oggi i Boscimani sono impegnati in una dura guerra legale contro il governo del Botswana per ottenere il libero accesso alla loro terra ancestrale  come Central Kalahari Game Reserve (CKGR); supportati da associazioni come Survival che ne hanno raccontato la storia, hanno ottenuto numerose vittorie dal punto di vista legale, ma non possono permettersi di abbassare la guardia. Pena la fine dell’incolumità della loro esistenza.

Articolo scritto per FLM e visibile qui.

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Posted in: Articoli, Attualità