Oxfam al Colosseo per dire no al land grab

Posted on febbraio 11, 2013

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Se foste passati nei pressi del Colosseo giovedì scorso, nella prima mattinata, avreste sicuramente notato degli strani operai intenti a piazzare cartelloni rossi di fronte al monumento simbolo della capitale. No, niente allarmismi: nessuno ha intenzione di cominciare a scavare o costruire nei pressi del Colosseo. Anche se da altre parti qualcuno potrebbe farlo. L’azione infatti altro non è stata che uno stunt effettuato dagli attivisti di Oxfam, organizzazione che si occupa di contrastare la fame e la povertà nel mondo. Tutto questo è stato fatto per sensibilizzare le persone contro il fenomeno del land grab. Ma che cos’è il land grab? In parole povere si parla di land grabbingquando, nei paesi più poveri del Mondo, aziende o multinazionali comprano grandi appezzamenti di terreno a prezzi stracciati, molto inferiori rispetto al reale valore, grazie anche a pratiche poco lecite o con la collusione di governi deboli e facilmente corruttibili.

Questo porta essenzialmente a due conseguenze nefaste. La prima è lo sfratto dalle abitazioni delle popolazioni locali che abitavano le terre accaparrate dalle multinazionali. La seconda è l’utilizzo di questi appezzamenti di terreno per pratiche non agricole, ma industriali; la scomparsa di coltivazioni in paesi dove la popolazione soffre la fame provoca un inasprimento del problema. Con l’azione di giovedì scorso Oxfam vuole lanciare un segnale chiaro alla Banca Mondiale: se si va avanti di questo passo aree grandi come il Colosseo entreranno ogni secondo in possesso di imprenditori senza scrupoli, che manderanno i propri operai a far fruttare profitti in zone dove prima viveva pacificamente una popolazione autoctona.

I dati sono inconfutabili: come scrive sul suo sito Oxfam, tra il 2000 e il 2011 in più del 75% dei paesi dove sono state effettuate grandi compravendite di terreni i 4 punti chiave per stabilire la regolarità delle transazioni (partecipazione dal basso e accountability, stato di diritto, regolamentazione del settore privato e controllo della corruzione) erano al di sotto della media.
L’appello che fa l’organizzazione alla Banca Mondiale (consultabile qui) è quello di frenare l’acquisizione di terre attraverso il metodo del land grab, impedendo che paesi già poveri si avvicinino ancora di più all’orlo del baratro.
Gli attivisti Oxfam non si sono però limitati alla città di Roma: giovedì scorso anche a Milano sono stati effettuati stunt di sensibilizzazione, come l’accaparramento simbolico di Piazza Affari; lo stesso è avvenuto nei giorni precedenti in molte altre città del mondo.
Pensateci per un attimo: cosa accadrebbe se qualcuno un giorno arrivasse e si prendesse per ochi spiccioli il Colosseo o il Duomo di Milano? Ecco, adesso che ci avete pensato, sappiate che in un’altra parte del mondo qualcosa di simile avviene davvero.

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Posted in: Articoli, Attualità