De Chirico trova casa?

Posted on febbraio 4, 2013

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Anche i morti, a volte, sono in cerca di casa. E stavolta questo non sta capitando ad un morto qualsiasi, ma ad uno dei più grandi artisti italiani. Stiamo parlando del celebre Giorgio De Chirico, famoso per aver introdotto nel mondo dell’arte contemporanea la pittura metafisica, teorizzata durante il suo soggiorno a Parigi. Le sue opere sono oggi in cerca di un museo permanente che le possa ospitare come una vera e propria casa: questo è l’appello che è stato lanciato nei giorni scorsi da 50 studiosi che hanno creato un comitato per la costituzione di un edificio permanente per le 554 opere dell’artista che sua moglie lasciò alla fondazione Giorgio e Isa De Chirico.

Al momento le opere sono in parte esposte nella casa-museo dell’artista, e in parte conservate in un caveu di 10 metri quadrati: troppo poco per impedire che le opere si danneggino o possano incorrere in incidenti durante i vari spostamentiper la fruizione delle stesse nelle mostre temporanee, come già accaduto nel corso dello scorso anno, quando alcuni quadri hanno subito perdite di colore o danneggiamento delle cornici durante il trasporto.
Da qui la necessità di trovare uno spazio proprio per questi preziosi beni. Gli spazi, secondo Mario Ursino, redattore dell’inventario delle opere e tra i promotori dell’appello, sono già stati trovati e potrebbero consistere o nelle caserme oggi dismesse in Via Guido Reni o in un edificio abbandonato di via Flaminia; le procedure di costruzione e organizzazione dovranno avvalersi dell’uso di sponsor privati.

L’idea lanciata, oltre che cercare di dare lustro ad uno dei più grandi pittori del ‘900, è utile per ricordare l’importanza della città di Roma all’interno della vita di De Chirico. Il pittore ha infatti qui soggiornato in alcuni dei momenti più fiorenti della sua attività artistica, come dal 1921 al 1924 (con periodici spostamenti in quel di Firenze). La città eterna ha segnato profondamente il percorso artistico del pittore nato a Volos, accentuandone le componenti naturalistiche e realistiche. De Chirico ebbe infatti due studi a Roma, il primo al Campidoglio e il secondo in via Orti d’Alibert in zona Trastevere nei pressi del Gianicolo, e le due ubicazioni, caratterizzate da uno splendido panorama circostante, lo avvicinarono ad un nuovo modo di porsi nei confronti della pittura, spingendolo verso il neoromanticismo tedesco e verso una forma di naturalismo che sarà maggiormente sviluppata attorno agli anni ‘30. Quello romano fu inoltre il periodo in cui De Chirico si avvicinò maggiormente a Bocklin, che considerava come uno dei pittori più profondi che fossero mai esistiti, e che influenzò notevolmente molte delle sue opere.

Insomma, De Chirico deve tanto a Roma. Ed appare quindi quasi destino che le sue opere trovino proprio lì la giusta pace.

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