Gli Ayoreo: riti sciamanici, cannibalismo e comunità

Posted on gennaio 7, 2013

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Gli Ayoreo sono un popolo indigeno che vive in una fascia di territorio situata tra il Paraguay e la Bolivia, nella zona del Chaco Reale, caratterizzata da una foresta di tipo arido. Essi vivono in piccole comunità dedicandosi in maniera prevalente all’agricoltura e alla caccia. Per quanto riguarda la prima, essi son soliti coltivare zucche, fagioli e meloni, mentre, per quanto riguarda la seconda, la selvaggina prediletta è composta da tartarughe e cinghiali. Non dispongono di case private, ma di abitazioni comunitarie, situate nella foresta, dove solitamente vivono circa quattro o cinque famiglie. Gli Ayoreo parlano parlano una lingua tradizionale omonima, che viene classificata tra quelle Zamucoan, utilizzate da piccoli nuclei di individui tra Paraguay e Bolivia.

Come afferma l’antropologa Gabriella Enrica Pia, che ha vissuto per anni a stretto contatto con questo popolo, gli Ayoreo hanno abitudini di vita totalmente differenti dalle nostre: sono ad esempio soliti praticare l’infanticidio nei confronti dei figli indesiderati, che vengono seppelliti vivi per ricongiungerli immediatamente con gli antenati defunti.
Anche nel rapporto tra i due sessi gli Ayoreo presentano caratteristiche peculiari: la donna sceglie l’uomo con cui vivrà per il resto della sua vita, ma allo stesso tempo all’interno della tribù è ammessa la poligamia se il maschio può garantire la sopravvivenza di tutte le sue consorti.
Sempre secondo l’antropologa, all’interno della comunità sono utilizzate spesso anche le pratiche di cannibalismo: è vietato mangiare la carne dei bianchi (proibizione introdotta dai primi missionari venuti a contatto con gli indigeni e mantenuta nel tempo), ma gli Ayoreo sono soliti consumare le carni dei nemici uccisi in battaglia, poiché, in caso contrario, l’anima dell’ucciso potrebbe tornare per creare danni all’intera tribù. Il loro rito più importante è quello dell’asojina, che prevede un mese di festa in corrispondenza del primo canto stagionale del succiacapre; per quanto riguarda gli altri riti son da ricordare quelli che fanno gli sciamani in corrispondenza di guarigioni da effettuare, intonando cantilene e filastrocche prima di adoperarsi per il malato.

Ad oggi gli Ayoreo son minacciati da molte compagnie straniere interessate a sfruttare l’area dove essi vivono per scopi commerciali. In particolar modo le compagnie brasiliane River Plate S.A. e BBC S.A, così come la spagnola Carlos Casado SA hanno cominciato a disboscare l’area della foresta, agendo, in particolar modo quest’ultima, come testimoniato dallo stesso governo del Paraguay, in maniera totalmente illegale e senza le dovute autorizzazioni. La gravità della situazione è testimoniata da un portavoce dell’associazione Survival: “Gli Indiani che vivono in questo fazzoletto di terra devono essere molto ben coscienti di quanto sta accadendo attorno a loro, e sentirsi molto minacciati. Le aziende usurpatrici sono come un cappio al collo e non dev’essere facile attraversare il territorio per raggiungere altre zone tranquille.”
E la lotta tra la sopravvivenza e il profitto sembra appena iniziata.

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Posted in: Articoli, Attualità