Il frigo che funziona senza elettricità

Posted on dicembre 24, 2012

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Nell’Italia del precariato e del posto non-fisso, con la disoccupazione giovanile oltre il 30%, spesso per molti l’unica via di salvezza rimane l’estero.
E salvezza lo è stata per la giovane Caterina Falleni, giovane studentessa livornese diplomata all’Isia di Firenze, che ad oggi effettua attività di ricerca negli Stati Uniti, e, in particolare, nella prosperosa e opulenta Silicon Valley, terra di start-up di successo e menti brillanti.
Ma come ci è riuscita? Semplice: la Falleni ha ideato un modello di frigorifero in grado di funzionare senza l’elettricità, ed è risultata così vincitore del contest Axelera Global Competition, che le ha fatto vincere una borsa di ben 30.000 dollari per studiare nella Singularity University.

L’invenzione si chiama Freeijis, e per ora si tratta solo di un prototipo che la giovane toscana Spera prima o poi di poter mettere in commercio. Ma come funziona Freeijis? Il frigorifero senza elettricità, adatto principalmente per frutta e verdura, è composto sostanzialmente da due parti, una in terracotta (quella esterna) e una in alluminio (quella interna), in mezzo alle quali viene posizionata dell’acqua. Il meccanismo di funzionamento è molto semplice, è simile a quello della sudorazione umana, e lo spiega la stessa Falleni in una sua intervista a Ibtimes. Il concetto alla base di tutto è quello di evaporative cooling: la terracotta esterna assorbe il calore dall’ambiente circostante, cedendolo poi all’acqua confinante, che comincia così a evaporare. Per ristabilire l’equilibrio termico, la parte interna in alluminio cederà a sua volta calore all’acqua, permettendo così agli alimenti posti al suo interno di rimanere al fresco. Al momento attuale è stato così possibile far raggiungere all’interno del contenitore, in condizioni ottimali, una temperatura fissa di 9 °C.

L’idea di Freeijis è venuta alla Falleni dopo un periodo di lavoro in Africa, dove le popolazioni locali utilizzavano un meccanismo simile per la conservazione della frutta e della verdura. E l’Africa ha contribuito anche al nome del progetto: Freeijis è infatti derivante dalla fusione di “free” (nel suo significato di “indipendente” in inglese) con frij, che, in lingua swahili assume il significato di fresco. La S finale è invece simbolo dell’entropia, principio che è alla base del funzionamento del meccanismo. Se portata in commercio nel prossimo futuro, l’invenzione della Falleni potrebbe in parte ridurre i consumi energetici delle nostre case, contribuendo quindi alla creazione di una vita più sostenibile e meno legata all’inossidabile elettricità. Inoltre la fusione di elementi di design occidentale con le idee africane rappresentano, almeno a livello ideologico, il perfetto connubio tra la fusione di due mondi che forse, almeno per una volta, si possono sentire, se non proprio complementari, quantomeno più vicini.

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