Primarie a 5 stelle

Posted on dicembre 17, 2012

0


Il ritorno di Berlusconi e le primarie del Pd sono stati gli argomenti politici che hanno maggiormente attirato l’attenzione pubblica negli ultimi giorni. La scorsa settimana si è però svolto un altro importante evento politico degno di nota che potrebbe avere ripercussioni sul destino dell’Italia. Si sono infatti svolte, dal 3 al 6 di dicembre, le cosiddette “parlamentarie”, cioè le primarie del Movimento 5 Stelle.

A queste ultime poteva candidarsi solo un ristretto numero di persone. Queste dovevano avere determinati requisiti tra cui quello di non essere già stati eletti in parlamento, di non avere condanne penali né una carica politica pubblica attiva nel momento stesso della candidatura. Inoltre, e questo il parametro più restrittivo, si poteva candidare soltanto chi si fosse già presentato per il M5S per una delle precedenti elezioni regionali e/o comunali senza essere stato eletto. Regole rigide son state poste anche per stabilire chi potesse votare e chi no: al primo gruppo sono appartenuti tutti coloro che, maggiorenni, fossero iscritti al Movimento entro il 30 di settembre del 2012.

Si è molto discusso su quest’ultima regola. Introdotta, secondo Beppe Grillo, per impedire infiltrazioni che avrebbero potuto contaminare le primarie del movimento, la norma è stata contestata da molti attivisti che, iscrittisi al 5 Stelle dopo la data del 30 settembre, non hanno potuto esprimere la propria preferenza. Inoltre, non tutti quelli che abitualmente seguono il Movimento partecipando attivamente alle discussioni sono iscritti allo stesso, e non hanno così avuto possibilità di votare.

A primarie concluse, quel che emerge come dato preponderante è alla fine proprio il numero dei votanti: poco meno di 32.000 persone, che hanno quindi dato luogo a circa 95.000 preferenze per circa 1400 candidati. Questi numeri danno un po’ l’idea di qualcosa che non va. Come può infatti un movimento che assurge alla guida del Paese scegliere i propri rappresentanti sulla base dei voti di sole 32.000 persone? Il metodo democratico scelto (la votazione online gratuita) cozza con la realtà dei fatti, in quanto il risultato dei votanti è estremamente scarso e, più che legittimare i candidati, sembra delegittimare il sistema troppo esclusivo utilizzato.

Per quanto riguarda i risultati, son stati scelti 31 candidati, di cui 17 donne, risultato di cui lo stesso Grillo ha avuto modo di andare fiero. Variegate le personalità vincenti: giovani laureati, imprenditori, insegnanti precari. Ma anche sulle vittorie non mancano le polemiche: alcuni attivisti hanno denunciato la vittoria di persone che non avevano mai partecipato ai Meet Up, qualcun altro invece punta il dito su presunte parentele che avrebbero favorito qualche candidato rispetto ad un altro. Insomma, sembra esserci ancora molto da lavorare per inseguire il sogno di una democrazia 2.0.

Annunci
Posted in: Articoli, Politica