Il subbuteo: da gioco a…museo!

Posted on dicembre 17, 2012

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Negli anni ’70 in Italia ci giocavano tutti. I bambini nelle buie cantine delle case dei padri. I giovani, nei garage. I grandi, nelle stanze illuminate, magari davanti a qualche brindisi tra amici. Stiamo parlando del subbuteo, celebre gioco sul calcio che evocherà sicuramente molti bei ricordi a qualcuno dei nostri lettori. Il subbuteo nasce nel lontano 1946, da un’idea di Peter Adolph, e consiste in un gioco in cui ogni giocatore rappresenta una squadra di calcio e deve muovere degli omini in un campo attraverso le dita, lanciandoli cercando di fargli colpire la palla per mandarla nella porta avversaria. Dopo il periodo di massimo splendore il giocò subì un lento declino, forse anche per via delle nuove tecnologie che si affacciavano nel mondo ludico, convincendo milioni di ragazzi che stare davanti ad un computer poteva essere più interessante che lanciare modellini di plastica alla ricerca di un pallone.

I nostalgici però oggi potrebbero avere una lieta sorpresa: qualcuno ha finalmente dato nuovo lustro al loro vecchio gioco preferito, trasformandolo in un misto tra Storia ed Arte che farà piacere ad appassionati e tifosi. L’”eroe” in questione, difensore dei sogni di molti ormai ultraquarantenni, si chiamaTerry Lee, diventato famoso per aver ricreato alcune delle scene più belle della storia del calcio attraverso i personaggi del subbuteo. Sì, avete sentito bene: i vostri beniamini in plastica si sono trasformati in una sorta di museo delle cere calcistico che ripropone i più bei momenti del passato e del presente di quello che da molti è considerato come il gioco più bello del mondo.

Ecco quindi un giocatore in maglia rossa che si appresta a fare una rovesciata mentre è attorniato da figurini celesti: è Wayne Rooney, immortalato nella posa immediatamente precedente al suo splendido gol al Manchester City dello scorso anno. Oppure il famosissimo “scorpione” di Higuita che, nel 1995 parò coi piedi un pallone destinato in rete, effettuando un gesto che ricorda appunto il velenoso animale. Non potevano mancare la testata di Zidane a Materazzi, nella finale del Mondiale tedesco del 2006, o la celebre “Mano di Dio” di Maradona nella partita contro l’Inghilterra nel lontano 1986. Ecco che in questo modo il Subbuteo si tramuta da gioco a museo, perdendo la sua natura propriamente ludica per esprimere al massimo quella artistica. Le figure sono tutte fatte e dipinte a mano da Lee, che ha cominciato a diffondere i suoi lavori tramite il suo blog dal 2011 e adesso riceve giornalmente moltissime richieste per produzioni personalizzate. La figura a cui è più affezionato è proprio quella di Higuita che, grazie alla sua strana posa, lo rese famoso agli occhi degli internauti prima e degli appassionati poi. Appassionati che oggi hanno un motivo in più per sorridere e per riprendere quelle vecchie scatole coperte di polvere che forse meritano ancora oggi di vivere, come fanno le figure di Lee, una seconda e brillante vita.

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Posted in: Articoli, Sport