Tratti e ritratti

Posted on dicembre 10, 2012

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Tra i quadri più famosi del mondo come non citare la Gioconda? Tutti la conoscono, quasi tutti l’hanno vista almeno una volta nella vita, pochi si ricordano che altro non è che un ritratto. Già, il ritratto. Opera artistica per eccellenza, presente sin dall’antichità nelle forme più svariate, il ritratto è oggi utilizzato da molti artisti per creare effetti totalmente diversi dalla semplice riproduzione umana appannaggio di età ormai passate.

Il ritratto…stirato. Tra questi artisti troviamo ad esempio il britannico Benjamin Shine, che usa il tulle per creare degli effetti a dir poco sorprendenti. Lavorando il famoso tessuto grazie a pieghe e calore (nello specifico, quello di un ferro da stiro), Benjamin riesce a creare dei ritratti senza nemmeno utilizzare il pennello. Il tulle si increspa, si piega al volere dell’artista e prende quasi vita nelle sembianze dei più disparati volti. La materia è l’unica protagonista: non ci sono pennelli né colori che possano creare ombre, e tutto il lavoro sta nella manipolazione del tessuto. Ecco quindi la splendida Lady Diana confezionata come fosse una foto in bianco e nero. L’immagine è quasi un fantasma, una piccola traccia, appena percettibile, quasi a voler ricordare che quel che conta, più che il volto stesso, è quel qualcosa di leggero che potrebbe essere riconducibile all’anima.

Il ritratto alienato. Un altro esponente della ritrattistica contemporanea è sicuramente Alvaro Tapia Hidalgographic designer di stanza in Cile. La tecnica di Hidalgo è totalmente diversa da quella di Shine: nei suoi quadri utilizza colori piatti, mescolando i caldi e i freddi, dando vita a ritratti che quasi ricordano vagamente la cultura pop. Le espressioni sono però totalmente alienate, quasi esasperanti: occhi allucinati, facce spezzate, visi sconvolti. La pazzia e la paranoia sembrano permeare ogni sua opera, la tranquillità scompare, il volto diviene metafora di un abisso fatto delle più recondite paura e delle trame più nere della corteccia cerebrale. Colpiscono i sorrisi alterati e gli occhi persi nel vuoto. Ed ecco che la cultura pop diventa macchietta, coi personaggi di Hidalgo che sembrano farsi beffa della società dei consumi per schierarsi a favore del lato oscuro della mente.

Il ritratto mappato. L’ultimo artista della nostra carrellata è Ed FairburnI suoi lavori sono ritratti disegnati su cartine stradali: le strade divengono contorni del viso, i laghi si trasformano in lacrime che sembrano scendere dagli occhi, che Fairburn definisce col suo tratto semplice ma perfetto, chiaro, deciso. I volti di uomini e donne vengono così uniti a doppio filo con la natura, con il mondo stesso: la mappa offre il substrato fisico su cui appoggiare le emozioni umane. Basta un tratto per esplorare quel tesoro nascosto tra i monti, le pianure, i mari. Quel tesoro che altro non è che l’umanità stessa.

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Posted in: Arte, Articoli