Il surrealismo contemporaneo: Sarah Illenberger

Posted on dicembre 3, 2012

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Ben 76 anni fa l’artista Meret Oppenheim stupì il mondo con una delle opere più discusse della storia dell’arte. Si trattava di Colazione in pelliccia, una semplice tazzina da tè ricoperta da pelo di animale. Considerata una metafora di pulsioni sessuali, l’opera fu tra le principali del movimento surrealista, in grado di modificare la concezione della realtà riempiendola di sogni e visioni. Oggi, 2012, un’artista tedesca crea l’immagine di una mela coperta di capelli, che ricorda quasi magicamente quell’opera di Oppenheim di tanti anni fa.L’artista in questione è Sarah Illenberger, illustratrice e designer teutonica. Le opere della Illenberger sembrano riprendere molto da vicino i concetti tipici della corrente surrealista. I suoi oggetti sono combinati in composizioni insolite, i materiali sono diversi da quelli che li compongono nella realtà.
Ed ecco che, dopo la mela di capelli, troviamo un melograno spaccato a metà che in cima contiene la sicura di una granata, o una banana che al suo interno è fatta di legno.

L’oggetto reale perde quindi la sua connotazione e si trasforma in qualcosa di altro; il cervello umano riconosce in prima istanza la nuova forma, quella onirica, formata dalla combinazione/trasformazione, e , solo in seguito cerca, superando il paradosso, di ricomporre l’oggetto reale. Ecco che quindi il mondo che conosciamo diventa per un attimo diverso: quello che prima era astratto (e possibile solo nella nostra mente) diviene concreto, quello che prima era concreto perde di significato.
Una delle immagini raffigura un cervello formato di lana morbida. L’apparato principale dell’essere umano viene metaforicamente mutato nel candore e nella leggerezza della lana; la leggerezza che è tipica del pensiero, che scorre veloce più di ogni altra cosa, e la Illeberger ce lo mostra così, attivando un corto circuito che ci porta dal cervello alla lana, al pensiero e viceversa. La mente è così la principale protagonista dei lavori dell’artista tedesca; quella mente che deve costruire e decostruire gli oggetti figurati che si trasformano in altro.

Il paradosso e l’ironia permeano ogni opera, dall’accendino la cui fiamma è fatta di peperoncini al Cubo di Rubik costruito con quadratini di frutta; niente è come sembra e tutto è variegato e plasmabile.Decontestualizzare sembra la parola d’ordine: il significato e il significante si nascondono, si interrogano e infine si fondono, fino a creare il perfetto connubio tra ragione e inconscio.

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Posted in: Arte, Articoli