Gli Hadza, profumo dell’Africa

Posted on novembre 19, 2012

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© Joanna Eede / Survival International

Nei pressi del lago salato di Eyasi, a pochi passi dal Cratere di Ngorongoro, nella Tanzania, vive una tribù.È la tribù degli Hadza, uno dei popoli al di fuori della civiltà, e, soprattutto, uno degli ultimi rimasti nella nera Africa. Gli Hadza sono una popolazione nomade, che ha da sempre basato il proprio sostentamento principalmente sulla caccia nelle savane circostanti. Nel corso degli anni gli animali cacciati son passati da quelli di stazza grande, come zebre e giraffe, a quelli più piccoli, come scimmie e dik-dik (una sorta di antilope). La caccia viene realizzata con degli archi particolari formati dai legamenti degli animali, mentre le frecce sono corredate da piume di faraone; vi è inoltre la credenza che non si debba pronunciare il nome della specie di un animale colpito ma non morto, in quanto si ha la paura che possa, sentendo il suo nome, scappare via!

La condivisione è una delle caratteristiche più peculiari della tribù: ognuno ha materialmente lo stretto indispensabile, e quello che si possiede in eccesso viene suddiviso con gli altri: “Per gli Hadza – racconta James Woodburn – condividere non è un atto di generosità. Dare ciò che hai senza aspettarti nulla in cambio è un obbligo morale.
Gli Hadza vivono in delle piccole capanne costruite con dei rami piegati a semisfera; questi rami sono poi totalmente ricoperti di erba fino a che la struttura non ne è completamente coperta.
La tribù vive nella più completa sinergia con l’ambiente che la circonda, che fornisce sostentamento: “Nella nostra storia orale non c’è traccia di periodi di fame. La ragione è che noi dipendiamo dai prodotti naturali dell’ambiente… vivendo in questo modo, l’ambiente da cui dipendiamo non viene mai danneggiato e rimane sano.”
Non esistono discriminazioni sessuali tra gli Hadza: gli uomini e le donne hanno pari diritti, e le seconde hanno lo stesso potere decisionale dei primi all’interno della tribù; inoltre non esistoni classi sociali, né accumulo di ricchezze, e tra gli individui vige l’estrema uguaglianza.

Lo scorso ottobre si è svolto il primo anniversario del riconoscimento, da parte del governo della Tanzania, dei diritti territoriali degli Hadza, per evitare che qualche invasore potesse appropriarsi della terra di questo popolo che, nel corso degli ultimi 50 anni, è diminuita come estensione di circa il 90%. L’evento ha avuto una portata storica, perché, come ricorda anche Survival, per la prima volta per quanto riguarda la Tanzania, sono stati riconosciuti dei diritti territoriali ad una popolazione considerata “minore” rispetto agli altri gruppi inseriti nella civiltà. Un segno tangibile dell’importanza che questi popoli e queste culture hanno all’interno del nostro mondo

 

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