Liberi di Muoversi: una app per segnalare le barriere architettoniche

Posted on novembre 12, 2012

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Un gradino. Per molti di voi altro non è che un ostacolo semplicemente superabile, qualcosa da scavalcare facilmente in ogni scala, in ogni entrata, in ogni parte della vostra giornata. Per altri no. Per altri un semplice gradino può diventare il più grande dei muri, la più difficile delle prove.
Stiamo parlando di chi è diversamente abile e non può autonomamente riuscire a superare quei gradini, e tutti gli altri ostacoli che si trova davanti ogni giorno. Ma anche delle mamme con i passeggini, che spesso hanno difficoltà a districarsi tra le barriere architettoniche che vi sono nelle nostre città, o semplicemente di chiunque possa avere problemi nei casi sopra descritti.
Per tutte queste persone è nato a Parma un interessante progetto dal nomeLiberi di Muoversi, che si propone di mappare tutte le barriere architettoniche presenti nelle città italiane (e, perché no, nel mondo) per permettere a chi si trovi in una situazione di mobilità ristretta di conoscere i luoghi facilmente accessibili e di evitare quelli dove invece la stessa accessibilità è negata.

Ma come funziona Liberi di Muoversi? Semplice: è stata ideata una applicazione che permette agli utenti, dopo l’iscrizione, di segnalare grazie ai loro smartphone i luoghi che sono accessibili o meno, postando sul sito le immagini delle barriere architettoniche e una breve descrizione del posto, scegliendo poi un colore che faccia immediatamente capire che tipo di accessibilità è stata riscontrata (verde per i luoghi totalmente accessibili, giallo per quelli parzialmente accessibili e rosso per quelli non accessibili). Dopo ogni segnalazione, con tanto di indirizzo da aggiungere, viene aggiornata una mappa con delle icone dai colori sopra descritti che vanno a formare una vera e propria cartina di segnalazioni facilmente riconoscibili. Ovviamente è possibile anche segnalare i luoghi da casa, attraverso un computer.

In questo modo tutti possono dare un contributo alla società: non viene infatti richiesta nessuna donazione, ma soltanto di segnalare le barriere architettoniche. Un caso tutto italiano in cui la tecnologia viene messa al servizio della comunità, e la comunità, grazie alla tecnologia stessa, si mette al servizio di chi ha bisogno. In un momento in cui un giorno sì e l’altro anche sentiamo parlare di tagli del governo dei tecnici ai malati di Sla, dal basso si apre qualche speranza per questo Paese.

La scorsa settimana Liberi di Muoversi (in collaborazione con la Sqcuola di Blog, un master in social media marketing) ha lanciato una campagna di diffusione del progetto su Twitter, che si è rivelata un enorme successo. Hanno infatti colto l’occasione per diffondere la notizia personaggi come Nichi Vendola, Ezio Greggio e Nicola Zingaretti, ma anche realtà importanti come Trivago e associazioni e giornalisti che si interessano di disabilità. Segno che non solo le app, ma anche i social network possono essere, se usati in maniera adeguata, un ottimo strumento a disposizione dei cittadini (e delle realtà come Liberi di Muoversi) per cercare di cambiare in meglio il mondo in cui viviamo.

E chissà se da domani 140 caratteri, uno smartphone e qualche segnalazione non potranno veramente essere utili a tutti noi, al prossimo e, perché no, all’Italia intera.

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