La vittoria degli Jarawa. O di Pirro?

Posted on ottobre 19, 2012

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Jarawa © Survival

È stata vinta una battaglia, ma non la guerra. Si può riassumere così quanto recentemente avvenuto nelle Isole Andamane dove la compagnia Barefoot India sarà costretta a chiudere le attività turistiche che minacciavano la tribù indigena degli Jarawa, di cui abbiamo già parlato in uno dei nostri precedenti articoli. La notizia è arrivata pochi giorni fa: il governo indiano ha infatti deciso che, nella zona cuscinetto dove la popolazione locale vive, non sarà più possibile operare per le compagnie turistiche. In questo modo si cercherà di salvaguardare la vita e la civiltà degli Jarawa, messa in pericolo dalla eccessiva vicinanza con le strutture commerciali. La Barefoot India infatti aveva deciso di costruire un lussuoso hotel proprio a 500 metri dalla riserva naturale del popolo indigeno, mettendone a serio rischio l’incolumità. Due i problemi maggiori: la clientela internazionale del resort, che, come sottolinea l’associazione Survival, avrebbe potuto favorire l’introduzione di malattie letali per gli indigeni, e la becera pratica dei “safari umani”. Questi ultimi sono dei viaggi turistici effettuati principalmente per vedere  e fotografare i popoli indigeni delle isole (come appunto gli Jarawa), considerandoli come attrazioni del luogo e non comprendendo a fondo l’importanza del fatto che essi siano prima di tutto esseri umani non a contatto con la civiltà e con il diritto a non esserlo né ora né in futuro. Nonostante la Barefoot India si sia sempre difesa affermando di voler diffondere “lo sviluppo di un turismo socialmente responsabile”, nell’ultimo anno alcuni reporter hanno diffuso la notizia che essa organizzava tour per i turisti nelle vicinanze della riserva. Ha fatto inoltre scalpore un video, che ha trovato presto una rapida diffusione via internet, in cui si vedono delle donne Jarawa che danzano per i turisti, forse in cambio di un po’ di cibo, con il benestare della polizia locale.

Donna Jarawa sulla Andaman Trunk Road

Ora la Barefoot si vedrà costretta, come anche le altre compagnie della zona, ad abbandonare il territorio di competenza degli indigeni, pena condanne salate. I nuovi regolamenti del Consiglio dei Ministri Indiano prevedono infatti pene che vanno dai 3 ai 7 anni di carcere per chiunque cerchi di organizzare tour o fotografare gli Jarawa. Ma la decisione del governo indiano è, per le organizzazioni internazionali a difesa degli indigeni, una vittoria solo a metà. Rimane infatti persistente il problema dell’ormai nota (sigh!)Andaman Trunk Road, che attraversa la zona di competenza degli Jarawa e permette a circa 250 veicoli al giorno di entrare a contatto più o meno diretto con questi ultimi. Benchè fin dal 2002 la Corte Suprema si sia espressa in favore della chiusura della stessa, ad oggi non sono ancora stati fatti gli interventi necessari per permettere che non venga intaccato dall’esterno il mondo degli indigeni e il loro intero ecosistema. Se non si giungerà ad una soluzione definitiva nella lotta contro i safari umani c’è il rischio che la chiusura degli impianti turistici si possa rivelare solo una piccola, e non definitiva, vittoria di Pirro.

Articolo scritto per FLM il 2/7/2012 e consultabile anche qui

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Posted in: Articoli, Attualità