Blue is the color, tennis is the game: a Madrid la terra cambia colore

Posted on luglio 8, 2012

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 7/5/2012 e consultabile anche qui

La terra blu per il Master 1000 di Madrid

Amanti del tennis, reggetevi forte. Se state seguendo le gare del Master 1000 di Madrid, cominciato la scorsa settimana, e vedete che la terra battuta sul campo di gioco è di colore blu invece del tradizionale rosso, non preoccupatevi, non avete nessun problema visivo. Siete soltanto di fronte alla geniale (ed eccentrica) trovata diIon Tiriac, direttore del torneo, che ha scelto che quest’anno la terra di Madrid sulla quale si sfideranno campioni del calibro di Federer e Nadal sarebbe stata di colore blu. È il primo esperimento della storia in questo senso, perlomeno nella conservatrice Europa (negli States esistono terre di colore verde, ma sono profondamente diverse da quella rossa del vecchio continente). E se vi state chiedendo in che modo si riesca a trasformare l’aspetto cromatico della superficie di gioco, beh è presto detto. Si comincia estraendo l’ossido di ferro dalla classica terra rossa, che perde così il suo colore caratteristico, diventando completamente bianca. Una volta terminata questa prima operazione si aggiunge un colorante blu naturale a base di acqua che porta al risultato finale. Secondo Ion Tiriac questa novità rende più visibile la pallina per gli spettatori, siano essi sugli spalti o comodamente seduti sul divano di casa a vedere i match in televisione.

La decisione ha però suscitato un mare di polemiche. Molti atleti si sono opposti alla scelta, sia per questioni di cuore che per esigenze di gioco. Tra i più attivi contestatori troviamo proprio il principe della terra battuta, e numero due al mondo,Rafa Nadal. L’iberico in conferenza stampa ha affermato che la novità non aggiunge nulla al tennis, e anzi ne mina la tradizione. Oltretutto, sempre secondo il maiorchino, la palla in realtà sarebbe meno visibile e i giocatori potrebbero avere difficoltà nel distinguere il campo da gioco da quello dei cartelloni pubblicitari posti ai suoi lati, dal colore simile. Sulla stessa lunghezza d’onda il serboDjokovic che critica il fatto che la decisione sia stata presa senza consultare i giocatori, molti dei quali, appunto, contrari all’introduzione. Dubbi anche sugli effetti della novità sulle meccaniche di gioco: benché gli organizzatori tengano a precisare che la terra di colore blu si comporti fisicamente allo stesso modo della tradizionale rossa, i giocatori sono scettici sull’effettivo comportamento del rimbalzi della pallina, che potrebbero essere differenti rispetto alla superficie classica.

Ma la critica più feroce fatta a Tiriac è che dietro all’operazione si nasconda una mera trovata pubblicitaria. Infatti il principale sponsor del Torneo, la Mutua Madrilena , fa del blu il suo colore di battaglia. Inoltre le polemiche suscitate non hanno fatto altro che dare risalto alla manifestazione, garantendo una promozione gratuita dell’evento, che il direttore Tiriac mira a far entrare all’interno dei Grandi Slam. Non è il primo caso nello sport in cui alcune abitudini sono modificate in funzione della pubblicità. Basti pensare al calcio. Negli ultimi tempi si sta ormai rafforzando l’abitudine di chiamare lo stadio con il nome di uno sponsor in grado di garantire ingenti fondi per un certo numero di anni. Ecco che quindi al posto della tradizionale dedica al calciatore celebre troviamo i nomi di più o meno famosi brand internazionali (come, ad esempio, l’Emirates Stadium dell’Arsenal). Ancor più paradossale il caso della serie B italiana, la cui denominazione ufficiale è diventata Bwin dopo la sponsorizzazione del noto marchio di scommesse. Alla luce di tutto questo una domanda sorge spontanea: quanto è giusto affossare la tradizione in nome della pubblicità e del profitto?

 

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Posted in: Articoli, Sport