Melbourne 1956: a Sud del mondo, alle prese con le crisi politiche

Posted on maggio 6, 2012

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 16/4/2012 e consultabile anche qui

Il logo di Melbourne 1956

Se c’è una cosa da cui non si può prescindere se si vuole parlare delleOlimpiadi di Melbourne è l’attenzione che va posta all’anno in cui si tennero: 1956. Le prime Olimpiadi svolte al di sotto dell’equatore (le precedenti edizioni infatti erano state appannaggio di Europa e Stati Uniti) sarebbero dovute essere un momento di allargamento mondiale e universalizzazione. Ed invece furono ricordate principalmente per il particolare momento storico in cui si tennero. Nel 1956 infatti due importanti eventi andarono ad influire pesantemente sull’organizzazione dell’evento olimpico: l’invasione dell’Ungheria da parte della Unione Sovietica a seguito della rivolta magiara e la crisi di Suez. A causa di questi avvenimenti le Olimpiadi di Melbourne furono colpite da pesanti boicottaggi da parte di nazioni che intendevano agire per protestare contro le azioni di forza che erano state intraprese. Ecco che quindi Svizzera, Olanda e Spagna non parteciparono per dare un segnale all’Unione Sovietica, mentre l’Egitto, l’Iraq e il Libano boicottarono le Olimpiadi per la questione del Canale di Suez. L’Egitto aveva infatti richiesto la squalifica da parte delCio dei paesi che lo avevano aggredito, ma, ricevuta risposta negativa, decise di non partecipare, come fecero, per solidarietà gli altri due paesi del medio oriente. Non finisce qui: la Cina decise che non avrebbe portato i suoi atleti per via della presenza di Taiwan. Insomma, i primi giochi olimpici dell’emisfero australe non cominciavano certo sotto i migliori auspici.

La torcia olimpica a Melbourne

Qualche difficoltà si presentò anche dal punto di vista organizzativo. La scelta dell’Australia infatti creava un vero e proprio problema stagionale: nell’emisfero sud infatti nel periodo solitamente utilizzato per lo svolgimento delle Olimpiadi è inverno. Si optò quindi per far iniziare i Giochi il 22 di Novembre, periodo in cui in Australia è estate, e farli finire l’8 di Dicembre. Questo creò non pochi problemi agli atleti europei e americani, abituati a ben altre date e non al massimo della forma in quel periodo dell’anno per via dello sbalzo di temperatura che furono costretti a sopportare. I paesi che si contesero le medaglie furono 72, mentre gli atleti totali furono più di 3000 (poco meno di 400 le donne) che si sfidarono in 17 discipline. Una di queste non si svolse però in Australia: le gare di equitazione si svolsero infatti in Svezia qualche mese prima dell’inizio ufficiale dell’Olimpiade stessa, per via di impossibilità logistiche nel trasporto dei cavalli (che necessitavano di un periodo di quarantena). Si rivide a Melbourne la Germania, che si presentò con una squadra unita nonostante le divisioni politiche che albergavano nel paese.

Larisa Latynina

Tra gli eventi salienti delle Olimpiadi di Melbourne spicca il primo sorpasso dell’Urss agli Stati Uniti nel medagliere finale: con ben 37 medaglie d’oro (tra cui quella nel calcio, con assoluto protagonista il “ragno nero” Lev Yhashin, che diventerà l’unico portiere a vincere il pallone d’oro) Mosca riuscì infatti a relegare al secondo posto Washington che si dovette accontentare (per così dire) di un bottino in cui le medaglie dal valore più pregiato furono solamente 32. Da ricordare inoltre l’accesissima sfida tra Ungheria e Urss nelle semifinali di pallanuoto, che assunse a livello simbolico un significato elevatissimo. Mentre i carri armati sovietici entravano nel territorio magiaro gli ungheresi si presero la rivincita sul piano sportivo, battendo i rivali per 4 a 0 in una partita che fu ricordata per risse, espulsioni e volti sanguinanti. Dal punto di vista degli atleti invece è bene citare il pugile ungherese Laszlo Papp che a Melbourne riuscì nell’impresa di conquistare il terzo oro consecutivo alla terza partecipazione olimpica. Curiosa anche la vicenda dell’americano Harold O’Connolly, capace di vincere l’oro nel lancio del martello nonostante avesse una delle due braccia più lunga dell’altra di ben 7 centimetri. Da segnalare anche l’impresa di Larisa Latyninagiovane atleta russa capace di vincere ben 6 medaglie nella ginnastica, di cui 3 d’oro.

Per l’Italia arrivò un onorevole quinto posto finale nel medagliere, dovuto principalmente al ciclismo e alla scherma: Leandro Faggin ed Ercole Baldini conquistarono tre ori sui pedali, mentre nella spada gli italiani Pavesi, Delfino e Maniarotti fecero man bassa di medaglie sia nelle gare individuali che in quelle singole.
In mezzo alle crisi internazionali, alle risse e ai boicottaggi, almeno dal punto di vista dell’Italia, l’Olimpiade di Melbourne non poteva che considerarsi quindi come un grande successo.

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Posted in: Articoli, Sport