Londra 1908: la rinascita

Posted on febbraio 17, 2012

0


Articolo scritto per Fuori le Mura il 13/2/2012 e consultabile anche qui

Locandina per Londra 1908

Dopo le non fortunate esperienze di Parigi 1900 e St. Louis 1904, costellate da problemi organizzativi ed episodi ai limiti del razzismo, il pionere delle Olimpiadi moderne, de Coubertin, aveva bisogno di rilanciare in maniera forte il progetto a cinque cerchi per evitare che esso venisse accantonato del tutto. La scelta della città ospitante per i Giochi del 1908 cadde inizialmente su Roma, ma una profonda crisi economica (corsi e ricorsi storici) impedì all’Italia di ospitare l’evento, spianando la strada al Regno Unito che riuscì a far prevalere la candidatura in estremis di Londra.

L’organizzazione. L’intera Olimpiade, che si tenne da Aprile ad Ottobre, venne suddivisa in 3 sezioni: Giochi Primaverili, Giochi Estivi e Giochi Invernali; il totale delle discipline fu 22, con la presenza di circa 2000 atleti (ancora bassa la percentuale delle donne, poco più di una trentina).
Londra 1908 segna una prima evidente svolta nel percorso organizzativo olimpico, alla ricerca di una legittimazione mondiale: agli atleti non venne infatti più permesso di iscriversi singolarmente ai Giochi (come avvenuto nelle precedenti edizioni); l’intera procedura di iscrizione venne messa nelle mani dei vari comitati olimpici nazionali, che potevano selezionare massimo 12 atleti per ogni disciplina. Questa fu l’occasione per vedere all’opera i primi “trials” (ad esempio negli Usa), pre-selezioni operate dai paesi (ed esistenti ancora oggi) per scegliere i migliori atleti da mandare alle Olimpiadi.
Anche a livello di strutture si registrò qualche passo avanti: per la prima volta le gare di nuoto vennero organizzate in una piscina, mentre nelle precedenti edizioni si erano utilizzati rispettivamente un mare, un fiume e un lago. Grazie inoltre ad una sottoscrizione popolare e all’aiuto di fondi francesi si riuscirono a costruire attrezzature e impianti più efficenti rispetto al passato, tra cui il monumentale White City Stadium, capace di ospitare oltre 100.00 persone di cui più di 60.000 sedute. A tal proposito aiutò la spinta dell’Esposizione universale franco-britannica tenutasi nella capitale inglese nello stesso anno.

Panoramica su Londra nel 1908, con lo stadio sullo sfondo

Le polemiche. Nonostante i notevoli passi avanti, anche l’edizione del 1908, come le precedenti, non fu priva di polemiche. Alcune furono di stampo politico: gli atleti finlandesi, il cui paese era unito alla Russia, presenti con una propria delegazione, si rifiutarono, durante la cerimonia di apertura, di sfilare con la bandiera degli Zar, mentre molti irlandesi decisero di non partecipare piuttosto che far parte della delegazione britannica. Un piccolo incidente diplomatico anche quando Ralfh Rose, portabandiera statunitense, decise, a differenza degli altri atleti, di non chinare la sua bandiera di fronte al palco reale. Contrastanti le teorie sulla motivazione del gesto: ripicca perché la bandiera Usa non era presente per errore nello stadio o scelta politica di non piegarsi di fronte a chi, circa 200 anni prima, era considerato un oppressore?
Altre polemiche vennero suscitate dal fatto che tutti i giudici della manifestazione erano britannici (tra cui perfino il re Edoardo): questo permise al Regno Unito di ottenere una schiacciante vittoria finale, con ben 146 medaglie portate a casa, di cui 56 d’oro.

La nazionale danese di calcio. Il quinto in alto è il leggendario Sophus Nielsen

Le gare e gli atleti. Una delle maggiori novità introdotte a Londra 1908 fu proprio l’introduzione delle medaglie olimpiche per i primi tre classificati di ogni disciplina (nel 1896 ad Atene si premiavano solo i primi due, mentre a Parigi e St. Louis vennero dati premi e non medaglie). Tra le 22 discipline fu presente il calcio, ammesso ufficialmente proprio nel corso di questa Olimpiade, e fece la sua unica apparizione a cinque cerchi la pallacorda, mentre vennero eliminate le pseudo-discipline presenti nelle precedenti edizioni.
Tra gli atleti è necessario citare  Sophus Nielsen calciatore capace di segnare ben 10 gol in un’unica partita (Danimarca-Francia 17-1), record ancora oggi imbattuto nella storia delle Olimpiadi (venne solo eguagliato da Gottfried Fuchs 4 anni dopo).  Ancor più clamorosa è la leggenda (ovviamente non verificata) che aleggia attorno a Forrest Smithson. Si narra infatti che corse e vinse  la finale dei 110 metri a ostacoli con una Bibbia in mano (facendo registrare all’epoca anche il record del mondo).

Dorando Pietri mentre taglia il traguardo

Per quanto riguarda gli italiani vanno citati il grande ginnasta Alberto Braglia, vincitore dell’oro nella gara individuale,  e soprattutto l’atleta per eccellenza di Londra 1908: Dorando Pietri. Fu l’indiscusso protagonista della maratona: staccò tutti gli altri partecipanti, ma nelle fasi finali venne preso dalla stanchezza. Sbagliò strada e, dopo essere entrato nello stadio per la volata finale, cadde a terra stremato. Dopo essersi rialzato ed aver provato ad andare avanti cadde nuovamente. Venne aiutato a rialzarsi e tagliare il traguardo da un giudice ma, proprio per questo, venne squalificato dalla competizione lasciando l’oro all’americano Hayes. Solo in seguito venne scoperto che l’italiano aveva fatto uso di atropina e stricnina e sostanze dopanti, ma la sua emozionante e commovente storia aveva fatto sì che la stessa regina Alessandra gli donasse una coppa per la vittoria morale da lui ottenuta. L’autore Arthur Conan Doyle gli dedicò un pezzo sul Daily Mail, mentre de Coubertin invece commentò la vicenda con la storica frase “l’importante non è vincere, ma partecipare”. E, per non aver vinto, scusate se è poco.

Annunci
Posted in: Articoli, Sport