Dove non cresce il cemento

Posted on febbraio 17, 2012

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 6/12/2012 e consultabile anche qui

La copertina del libro

Che cosa può avere di speciale un piccolo paese di 1800 anime situato a pochi passi dalla Milano metropolitana? Le risposte a questa domanda possono essere trovate nel nuovo libro di Chiara Sasso, Il suolo è dei nostri figli, edito da Instar Libri, che narra la storia di Cassinetta di Lugagnano e del suo instancabile sindaco Domenico Finiguerra, strenuo difensore dell’ambiente in un mondo che spesso se ne occupa troppo poco. L’amministrazione di Cassinetta ha deciso infatti, ormai 5 anni fa, di dire basta al consumo del territorio, impedendo all’interno del perimetro comunale la costruzione di nuovi edifici, per salvaguardare l’ambiente e il suolo per le generazioni presenti e per quelle future. Ma come si è arrivati a questa scelta in netta controtendenza con il resto del paese, dove, per far cassa coi soldi degli oneri di urbanizzazione, i comuni svendono il suolo pubblico ai privati permettendo una cementificazione selvaggia?

Chiara Sasso parte dalle origini, lasciando un costante spazio nelle pagine del libro alle parole del protagonista. Quel Domenico Finiguerra che, nato in terra lucana e trasferitosi al Nord, comincia ad operare ufficialmente in politica nel 1994 e, fin da subito, mette in luce le sue qualità nel sociale e nella difesa dell’ambiente. Il servizio civile, gli studi, la prima carica da consigliere ad Abbiategrasso, i conflitti col partito, la presidenza di una casa di riposo: il lettore scopre pian piano la lunga e faticosa strada che porta il giovane Domenico ad acquisire conoscenza del territorio e competenza amministrativa, fino al momento della svolta. É  il 2002 quando decide, con la lista “Per Cassinetta” di candidarsi alla carica di sindaco, che otterrà con poco più del 50% dei voti, alla fine di una campagna elettorale vecchio stampo, fatta casa per casa, facendosi conoscere attraverso un contatto diretto coi cittadini.

Domenico Finiguerra

L’esperienza diventa una vera e propria fucina di idee per migliorare i servizi e difendere il territorio dagli avvoltoi: Cassinetta si schiera contro la tangenziale che avrebbe deturpato il paesaggio,  diviene epicentro dei movimenti locali a favore della filiera corta, si erge a titanico Davide contro il Golia del cemento.
Vengono create assemblee cittadine per coinvolgere tutti nel progetto, si aumenta la raccolta differenziata, si recuperano i parchi e le ville in disuso, prestigio di Cassinetta e dell’Italia intera. L’esperimento diventa un successo e, nel 2007, poco prima delle elezioni che saranno stravinte con oltre il 60% dei voti, l’amministrazione di Domenico lancia il progetto più ambizioso: il nuovo piano regolatore che prevede lo stop al consumo del territorio e la frenata alle nuove edificazioni. Si decide di salvare la natura attraverso la natura stessa: vengono promossi i matrimoni per la terra, per sopperire alla mancanza di fondi dai privati che avrebbero voluto edificare.
Si creano reti nuove, altri seguono l’esempio di Domenico che, da ottimo comunicatore, aiuta la nascita di movimenti e coordina esperienze di resistenza al cemento, vedasi l’Associazione Comuni Virtuosi e la Costituente Ecologista. Impossibile, in poche righe, descrivere con completezza le gesta di Domenico presenti nel libro, ma va forse citata la grande vittoria nel giugno 2011, col referendum sull’acqua, bene primario che, come il territorio, non deve essere ceduto ai privati. Vittoria alla quale Finiguerra offre un contributo decisivo.

Domenico Finiguerra

Chiara Sasso offre una narrazione lineare e quasi estranea, più che scrittrice sembra umile menestrello di una storia che esiste da sola. Non serviva cambiarla, né infarcirla di artifici letterari esterni e, anzi, la scelta di essere mera ambasciatrice delle parole di Finiguerra (molte tratte da Terra, un bene comune da preservare) si rivela azzeccata. Vere chicche quelle del sindaco che, con frasi semplici ed evocative, lascia sulle pagine del libro momenti di profonda riflessione e moderna resistenza. Il fluire degli eventi permette a chi legge di capire che “un altro mondo è possibile”, le vittorie di Cassinetta danno la sensazione che ci sia ancora una speranza per chi decide di lottare contro l’abuso del paesaggio e la deturpazione della Terra. L’esperimento riuscito indica una via da seguire, mostra come dal basso si possa creare un’opposizione ai poteri forti e invita a cominciare a lottare.
In compagnia di chi preferisce regalare alle future generazioni, al posto di ruspe e cemento, un territorio ancora degno di essere chiamato come tale.

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Posted in: Articoli, Libri