Ursus, l’erede di Mondrian che riordina l’arte

Posted on novembre 6, 2011

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 5/9/2011 e consultabile anche qui

Opere di Ursus Wehrli

Per chi vive la propria stanza come un disordinato caos calmo di oggetti sparsi ovunque, la vista della mamma pronta a ordinare tutto può essere sinonimo di tortura. Una volta messe a posto, infatti, le cose non vengono più trovate, provocando sgomento e ira nei confronti del troppo solerte genitore.

Quest’ultimo però, da oggi, ha un prezioso emulatore nel campo dell’arte: si tratta di Ursus Wehrli artista e comico svizzero contemporaneo, salito alla ribalta per la sua tecnica di riordinamento di opere d’arte e di oggetti. Proprio così: nel suo progetto Tiding Up ArtWehrli altro non fa che prendere alcuni dei più famosi quadri della storia dell’arte e modificare la composizione degli oggetti presenti al loro interno, creando così una nuova opera formata dagli stessi elementi di quella usata come base.

Nessuno sfugge alla volontà decostruttiva di Ursus: ecco che La Camera di Vincent ad Arles di Van Gogh si ritrova con un pavimento senza più nulla, mentre gli uomini fluttuanti del Golconda di Magritte si ritrovano inquadrati (come donne) in un angolo su tre linee orizzontali. Ancora più ardita la scelta fatta su Modelle a puntini di Seurat: la ricostruzione di Ursus altro non è che un sacchetto contenente i colorati puntini di cui l’opera è formata. L’immagine si perde, raggrumandosi nel limitato confine plasticoso che Wehrli decide di regalargli.

La macedonia rivisitata da Ursus Wehrli

Non contento di aver turbato gli artisti più famosi del panorama internazionale, Ursus ha ultimamente deciso di ordinare anche gli oggetti della nostra vita comune. Nel suo progetto The art of clean up la macedonia diventa un insieme di frutta impilata su diverse colonne, mentre le macchine di un parcheggio sono ordinate per colore. Perfino le stelle vengono messe in riga, e il cielo prima caotico diventa quasi una oscura notte dove svettano grattacieli di luci.

La ricerca ossessiva dell’ordine sembra legare in qualche maniera il decostruzionista Wehrli con il celebre Mondrian, famoso per i suoi quadri geometrici formati solo da linee nere circondate da bianchi e dai tre colori principali. La decostruzione operata dallo svizzero però è profondamente diversa dalla ricerca dell’olandese. Mentre quest’ultimo infatti crea dal nulla il proprio ordine, armonizzando la tela bianca con tratti lineari e raggiungendo l’idea assoluta di perfezione e geometria, l’artista contemporaneo opera una forzatura su quadri e oggetti che, nella loro “confusione”, presentavano già un ordine ben preciso. Agli occhi dello spettatore le opere di Wehrli appaiono così surreali e stranianti, altamente artificiose e quasi comiche.

Ecco che l’idea di ordine viene completamente capovolta: le opere dello svizzero sono puro caos, in quanto modificano in maniera determinante ciò che noi siamo invece abituati a vedere in uno specifico modo. Il non-sense, l’ironia e la comicità create dalla perdita di ciò che è consueto porta quindi la poetica artistica di Ursus ad essere allo stesso tempo mondriana (come concetto) e dadaista (come realizzazione).

Aldilà degli aspetti tecnici, l’impatto visivo è veramente notevole e chi comincia a scorgere le immagini che fan da base è portato in maniera naturale a voler scoprire in che modo il buon Ursus avrà modificato la composizione delle stesse. Attenzione però a non rimanerne troppo affascinati: le vostre mamme potrebbero usarlo come pretesto per rendervi la vita…”ordinatamente” impossibile.

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