John F. Kennedy, io ti dichiaro…colpevole!

Posted on novembre 6, 2011

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 10/10/2011 e consultabile anche qui

J. F. Kennedy

Condannato. Questo il verdetto emesso nel corso del Grande Processo alla Politica Estera di John F. Kennedy, evento svoltosi nel capoluogo toscano alle 10 di ieri, all’interno della sezione fiorentina del Festival della Diplomazia. Davanti ad una platea numerosa, nella biblioteca del Middlebury College a due passi dal Duomo, il professor Antonio Varsori (rappresentante dell’accusa) e il suo collega Massimo Teodori (che ha preso invece le parti della difesa) si sono dati battaglia a suon di rievocazioni storiche ricreando un vero e proprio tribunale dove veniva messa alla berlina la politica estera del presidente americano. L’obiettivo? Convincere una giuria di studenti di scienze politiche dell’Università di Firenzesulla bontà o meno dell’operato di Kennedy. A far da giudice al processo Massimiliano Guderzo, professore di scienze politiche di stanza a Firenze.
Dopo una breve introduzione di quest’ultimo, che ha spiegato in maniera imparziale e completa la vita dell’uomo Kennedy, la parola è passata all’accusa. Varsori, in abito scuro e magliore rosso, ha cominciato il suo attacco enunciando, con relativa sicurezza e in maniera quasi maniacale, le diverse situazioni in cui Kennedy aveva compiuto errori grossolani in politica estera. Primo fra tutti il celebre episodio della Baia dei Porci, con 1500 esuli cubani mandati inutilmente a tentare di far cadere Castro. Ma anche la crisi di Berlino, il fallimento della politica in Sud America e l’inizio della guerra del Vietnam. Tutti momenti in cui Kennedy ha agito con indecisione, caratteristica che il capo della principale potenza mondiale dell’epoca non poteva permettersi.

Il processo

Dopo il colpo inferto dall’accusa è stata la volta della difesa. Il professor Teodori, per smontare l’apparato messo in piedi dal collega, ha spiegato come l’utilizzo di singoli episodi non possa bastare se questi non vengono inclusi in un quadro più ampio. Kennedy si è ritrovato a dover agire in un panorama dove l’Unione Sovietica cercava di avanzare su tutti i fronti; ha dovuto fare i conti con i democratici del Sud, conservatori che premevano per politiche meno progressiste; ha dovuto prendere decisioni importanti in archi di tempi ristretti. Oltre a questo Teodori ha voluto ricordare l’importanza di Kennedy nella questione dei missili a Cuba: il suo agire forte coi sovietici ha prevenuto una nuova guerra mondiale, secondo il professore. Tutto questo non è però bastato a convincere la giuria che, ascoltate  le parole dei due storici, si è ritirata per deliberare e ha infine emesso la sentenza: l’imputato è, in riferimento all’azione in politica estera, colpevole. Tra le motivazioni la mancanza di leadership e l’incapacità di prendere decisioni, nonché il fallimento della politica di stampo “europeista” e la miopia strategica in situazioni come quelle del Vietnam e della Baia dei Porci.

Il caloroso applauso dei partecipanti alla fine del processo ha poi sancito un ulteriore verdetto. Parlare di storia e politica internazionale con un format come quello del “processo” ad un personaggio famoso è cosa gradita dal pubblico, che, evidentemente, preferisce un dibattito acceso con opinioni contrastanti ad un convegno di svariate ore. La Storia sembra aver finalmente trovato il modo di essere accessibile a tutti. Non ditelo però a John F. Kennedy, che di questo forse non sarà poi così contento.

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Posted in: Articoli, Attualità