GiocaRoma: nella capitale si torna bambini

Posted on novembre 6, 2011

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 12/9/2011 e consultabile anche qui

Locandina di GiocaRoma

Ci sono due giorni nel corso dell’anno durante i quali ognuno di noi può riprendere dalla cassapanca la sua vecchia tuta verde, il cappello a punta con una bella piumetta rossa e la polvere di Trilly, tornando finalmente Peter Pan. Quest’anno è accaduto sabato e domenica scorsi, durante i quali si è svolta l’ottava edizione diGiocaRoma, massima manifestazione ludica della capitale, Isola Che Non C’è per tutti quelli che vogliono per un attimo tornare bambini riprendendo quell’oggetto che li ha accompagnati per buona parte dell’adolescenza: il gioco. All’interno dell’associazioneMoon River nei pressi di Viale Marconi, circondati da piscine e campi da tennis, gli appassionati di dadi, carte e pedine si sono ritrovati immersi in un mondo di fiaba. Due intere sale gremite di tavoli colmi di giochi da tavola o di carte o di miniature, che potevano liberamente essere utilizzati da chiunque partecipasse alla manifestazione, fatta ad hoc per promuove la cultura ludica. La prima parte della sala principale (una specie di capannone) era dedicata alle miniature: macchine meccaniche, cavalli alati, soldati della seconda guerra mondiale si davano battaglia su scenografie che riproducevano campi trincerati o giungle irte di ostacoli. Non una goccia di sangue versata però: al massimo un po’ di ferro e stagno. Spostandosi più giù nella sala si poteva invece trovare la sezione dedicati ai giochi da tavolo e di carte, che potevano essere presi in prestito in maniera del tutto gratuita.
L’altra sala era invece dedicata ai giochi di ruolo e qui (in una zona più ventilata e fresca rispetto al capannone) master e players ideavano e interpretavano avventure degne del miglior Tolkien.

War Of Wonders

Divertente. Tra i giochi di carte proposti uno dei più interessanti, a livello di ambientazione, è stato sicuramente War Of Wonders. Immaginate di essere catapultati nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. Tutto è inizialmente come la Storia ci racconta. Se non per il fatto che i tedeschi sono riusciti, tramite alcuni loro esperimenti, a creare dei supereroi che hanno permesso loro di conquistare un considerevole vantaggio nei confronti degli alleati. Questi ultimi però, tramite l’aiuto di un prigioniero liberatosi dai nazisti, entrano a loro volta  in possesso della tecnologia germanica e riproducono nuove generazioni di superumani. Schieratevi con l’Asse o con gli Alleati e guidate i supereroi contro il nemico: riuscirete a scrivere una storia diversa?

Originale. Piccola perla tra i giochi di ruolo sembra invece essere Hell For Leather. La sua caratteristica peculiare? A differenza dei suoi fratelli ludici, dove il master narra la storia e i personaggi scelgono come comportarsi, in questo simpatico roleplay sono questi ultimi che decidono e costruiscono, senza ( o quasi) interventi esterni, la propria narrazione. Ognuno racconta un pezzo dell’avventura, ognuno decide quali minacce arriveranno, ognuno può dire la sua cercando di piegare la storia a proprio piacimento. Un gioco di ruolo quasi anarchico, ma di grande impatto e, soprattutto, dalle situazioni imprevedibili!

Materiale di Mutant Chronicles

Immortale. Un ultimo accenno va alla leggendaria ambientazione diMutant Chronicles: truppe corporative, fucili tecnologici e creature oscure si sfidano sui pianeti del sistema solare in un futuro distopico ed afflitto dalle guerre, dove la moralità è quasi scomparsa, l’egoismo regna sovrano e la terra è quasi un luogo dimenticato.

Caduto in disgrazia dopo la chiusura della Target che mandò i giochi della serie fuori produzione, a GiocaRoma questo mondo ha dimostrato di non essere ancora morto: miniature e carte si sono dati battaglia su zone di guerra stellari per far rivivere qualcosa che può ancora dare molto all’universo ludico. Tutto grazie ad un gruppo di ragazzi appassionati e ad un forum online molto attivo (MCIC) che hanno deciso che quegli interessi che si aveva da piccini forse non meritavano il pensionamento.

Da questa piccola storia possiamo cogliere la lezione finale che ci lascia una rassegna come GiocaRoma: per quanto si possa crescere e si possa cambiare, ciò che ci rende bambini, e forse veramente felici, di certo non ci abbandonerà mai.

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