The Spider Truman Show

Posted on novembre 4, 2011

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Articolo scritto per Fuori le Mura il 25/7/2011 e consultabile anche qui

Spider Truman in un video: sarà lui?

Il suo nome unisce un supereroe malinconico con il protagonista di un film cult. Si fa chiamare Spider Truman, e da giorni è al centro dell’attenzione mediatica. E’ salito alla ribalta per aver creato un gruppo su Fb in cui si autodefinisce come un precario licenziato dopo 15 anni di servizio a Montecitorio, e promette di svelare i segreti della casta. Il sentimento di anti-politica che in questi giorni permea il paese ha portato più di 360.000 adesioni nel giro di pochi giorni.
Dopo il boom iniziale ora però il fenomeno sembra sgonfiarsi: i segreti rivelati dal presunto precario non sono notizie inedite, e c’è chi comincia ad accusare Spider Truman di populismo e demagogia per le sue sparate alla V.
Pare che sia stata svelata anche l’identità del presunto eroe: sarebbe Francesco Caruso, ex parlamentare, a quanto si evincerebbe da qui. Lo stesso Caruso al Corriere della Sera ha smentito categoricamente, con un’intervista che però, facendo acqua da molte parti, ha aggiunto più certezze che dubbi sulla sua corrispondenza con l’eroe precario.

Potremmo star qui a sprecare fiumi d’inchiostro cercando di chiederci, come hanno fatto finora i giornali, se questa sia stata una operazione di marketing o una geniale trovata comunicativa, oppure indagando, come novelli Sherlock Holmes, per capire se l’identità semi-rivelata corrisponda a realtà.
Pensiamo sia meglio invece discutere su ciò che emerge da tutta questa vicenda.

Il palazzo di Montecitorio, simbolo della casta.

Innanzitutto sembra chiaro che il social network comincia ad avere un’aura di verità e realtà che sembrava prima essere appannaggio della televisione. Le notizie postate sulla pagina, con un po’ di reale interesse e qualche lettura, erano disponibili da tempo e sotto gli occhi di tutti (basti vedere il libro La casta), ma è servito che fossero pubblicate su Fb per far sì che esse venissero realmente considerate. Ricorda troppo il meccanismo televisivo per cui ciò che è sullo schermo è reale, mentre ciò che non c’è non ha luogo di esistere. Questo può voler dire che l’informazione propagata tramite il mezzo riesce ad entrare in maniera determinante nei pensieri italiani. Ma bisognerebbe anche riflettere sul fatto che l’indignazione e la volontà di cambiare un paese dovrebbero derivare da un percorso di autocoscienza ben costruito, e non da un semplice “mi piace” cliccato su una pagina che è di moda, o da qualche commento di invettiva scritto su un pc.

L’acriticità e l’incondizionata adesione che utenti e media nazionali hanno dato inizialmente alla storia-fiaba del precario licenziato dopo 15 anni, senza valutare con criterio quanto ci fosse di vero o fittizio in questa storia, deve far pensare. Il malcontento generale italiano nei confronti dei politicanti ha creato un eroe precario che forse di precario aveva (e ha) poco o nulla. Un personaggio che si fa maestro d’informazione e di verità attraverso il mistero su nomi e fonti, che si erge come paladino degli afflitti paventando errori di grammatica e copiando il lavoro degli altri lanciandolo come scoop. Cercando anche di lucrarci sopra (vedi annunci di GoogleAdsense presenti sul blog).
Sembra che la rabbia collettiva abbia avuto bisogno di una valvola di sfogo necessaria per il lamento, di un capo che guidasse una truppa lanciata a combattere qualcosa attraverso la digitazione dei tasti di un computer. Una rabbia, una coscienza di massa che su quei tasti spesso ci si rinchiude, dimenticandosi che è fuori che si dovrebbe cambiare il mondo.

La scena finale di "The Truman Show"

Ma qualcosa di buono l’esperienza di Spider Truman lascia (e può ancora lasciare). Internet è uno strumento perfetto di aggregazione, e può raccogliere in pochissimo tempo una grande quantità di risorse umane da incanalare in una direzione. Se lo si vuole usare per il senso civile e per migliorare il paese, allora si è nella direzione giusta. L’importante è che poi esso confluisca in un movimento che porti le persone fuori dalle proprie camere, per imboccare davvero una via di cambiamento per il paese.  Altrimenti si rischia di rimanere bloccati in un Grande Fratello moderno, uno Spider Truman Show, dove la rabbia si incanala perdendo d’efficacia, mentre, ai piani alti, il governo continua a mietere vittime nelle fasce più povere della popolazione.

Si è sempre in tempo per cambiare la dignità morale e la condizione del posto in cui si vive.
Magari continuando ad usare la maschera di Guy Fawkes e non quella di Spider Truman, forse bravo nel lanciare il sasso, meno nel resto della sua azione. Anche perché il primo, almeno, non faceva errori d’ortografia.

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Posted in: Articoli, Attualità