Sushi e paella addio: con lo Slow Food si riscopre il “local”

Posted on giugno 30, 2011

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Articolo scritto per Fuori Le Mura e consultabile anche qui

La locandina dell’evento

Se amate i ravioli al vapore o il pollo al curry forse non siete capitati nel posto giusto. Il 19 giugno a Ciampino si è infatti svolto il Mercato della Terra, manifestazione organizzata da Slow Food Italia, che ha lo scopo di incentivare la consumazione di prodotti locali provenienti dal territorio, senza scomodare vivande cinesi o indiane.
Il Mercato, che si svolge ogni terza domenica del mese in Via Mario Calò, è formato da vari stand di produttori che offrono alimenti caratteristici e di provenienza regionale. La mescolanza di odori e sapori nostrani è veramente suggestiva. Ecco quindi la cooperativaAgricoltura Capodarco, che mette in mostra il suo dolcissimo succo d’uva accompagnato da biscotti artigianali al limone Preferite il salato? Nessun problema: Le mucche di Luciana, azienda di vendita diretta specializzata in formaggi e salumi, offre un ottimo prosciutto di Frosinone dal gusto delicato. Le golosizie di Miranda è invece il nome di un atelier di confetture creative: gelatina di prosecco con scorzette di pompelmo, confettura agrodolce di cipolle rosse o marmellata dolcemara di limoni; ricercati nel nome, ottimi nel gusto. Patè di olive, e gelatina alcolica di lampone e more sono invece le prelibatezze dell’Azienda Agricola Futura di Giulianello, mentre proprio di Ciampino è Api e Api, operante nel settore dell’agricoltura biologica, che propone miele di tiglio e caramelle di propoli.  Ospite d’eccezione è uno stand proveniente dall’Umbria, dove si può ammirare la leggendaria roveja, legume usato dagli antichi Romani e oggi riscoperto dopo anni di oblio.

Gelatina al prosecco con scorzette di pompelmo

Oltre a soddisfare il palato, con eventi del genere si cerca di avvicinare il consumatore al venditore e difendere i piccoli produttori di prossimità: questi gli obiettivi di Slow Food Italia, come ci ha spiegato il segretario nazionale Daniele Buttignol. “Bisogna educare il consumatore su quello che mangia e sulla sua provenienza; – ha spiegato Daniele – non è solo un fatto di bontà, ma anche di attenzione al territorio e al rispetto dello stesso”.
La grande industria, con i suoi prodotti in serie per le grandi masse, contribuisce all’impoverimento della biodiversità: si produce e si coltiva soltanto ciò che è richiesto dal mercato, annullando tutto il resto. Buttignol ci tiene a sottolineare questo fatto, aggiungendo i vantaggi che invece sono propri delle produzioni di prossimità: filiera accorciata, rivalutazione a livello sociale di operanti del settore agricolo, tutela del consumatore attraverso il rapporto diretto col venditore, allevamenti sani e animali non stipati in spazi stretti.
Dello stesso avviso è Lidia Puccio, responsabile Slow Food per la provincia di Roma, che vede il mercato come una opportunità estremamente positiva specialmente dal punto di vista dell’aggregazione e dell’amicizia che si crea tra consumatore e produttore, riscoprendo un rapporto umano forse oggi troppo spesso perduto.

In questo quadro, un’iniziativa come il Mercato della Terra è quindi ottima e da valorizzare. Ma ci dispiace notare, girando per gli stand, che i prezzi sono alti. Ci chiediamo come sia possibile, visto che non dovrebbero esserci costi di trasporto né intermediari. É su questo che forse si deve lavorare: l’idea dello sviluppo sostenibile e della difesa della biodiversità è geniale, ma, in un paese dove i salari son sempre più bassi, finché si offriranno prodotti a prezzi proibitivi, la frutta economica del supermercato e proveniente dal Brasile avrà sempre un maggiore appeal.

Andreas Marcopoli

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