Garibaldi 2011: il ritorno al futuro dei Mille

Posted on aprile 27, 2011

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 Articolo scritto per Fuori Le Mura il 25/4/2011 e consultabile anche qui
Giuseppe Garibaldi

Ditelo apertamente: non ne potete più dei soliti volti della Tv. I vari politicanti che ripetono la stessa solfa da ormai svariati anni, le soubrette che ballano lap dance camuffate da stacchetti, i concorrenti del Grande Fratello che bestemmiano e incitano alla violenza.

Noi di Fuori Le Mura lo sappiamo, e per questo stavolta abbiamo deciso di dare voce ad una vera e propia autorità della storia italiana: Giuseppe Garibaldi.

L’eroe dei due mondi è appena tornato dalla sua nuova impresa dei Mille, riproposizione moderna del suo viaggio di liberazione della penisola compiuto 150 anni fa.

E stata durissima rintracciarlo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E ci ha raccontato la sua nuova storia.

Signor Garibaldi, come è andata questa sua nuova avventura? E’ stato bello rivivere al giorno d’oggi l’impresa dei Mille?

Mille? Ottocento vorrà dire.

Mmm…mi scusi, ma non eravate mille?

Certo. Prima dei tagli della finanziaria. Se siamo partiti in 780 è stato grasso che cola. Ci hanno anche tolto l’incentivo sulle scarpe anti-infortunistiche: qualcuno si è imbarcato in ciabatte…

Ma almeno la paga è stata adeguata?

50 euro al mese più provvigioni per ogni regione conquistata. Niente di fisso ovviamente. Una miseria. Ma noi lo abbiamo fatto per il bene dell’Italia, i soldi non ci interessano.

Lo sbarco a Marsala

Forse meglio cambiare argomento. Come è andato lo sbarco a Marsala?

Un disastro. Appena abbiamo messo piede nell’isola è arrivato un gruppo di persone con un fazzoletto verde al collo che ci hanno detto di andarcene: pensava fossimo libici. Ho cercato di spiegare che ero nato a Nizza, ma hanno detto che con quella barba non potevo che essere africano.

E dopo lo sbarco? Qualcuno si sarà ovviamente unito a voi per proseguire nella marcia di riunificazione dell’Italia…

Niente di niente. Alcuni appena vedevano che eravamo vestiti di rosso ci additavano come comunisti. A proposito, ma è vero che mangiano i bambini?

Così dicono, però le assicuro che non ci vanno a letto. E gli altri? Qualcuno vi avrà pur accolto bene…

Beh anche gli altri non erano meglio. Qualcuno era favorevole alla nostra azione e con dei cartelli ci esortava ad andare oltre. Peccato che poi, quando ripartivamo, restava fermo al palo.

Vabeh, tralasciamo la Sicilia e spostiamoci sul continente. Ci parli del nuovo incontro a Teano.

Guardi devo innanzitutto farvi i complimenti sulla Campania: ho visto in prima persona che avete restaurato ottimamente le case crollate di Pompei. Quel materiale scuro copre bene le falle e fa davvero bene il suo lavoro…

Rifiuti nelle strade di Pompei

Signor Garibaldi, quelli sono i sacchi dell’immondizia…

 I sacchi dell’immondizia? E che ci fanno in mezzo a monumenti sacri come quelli italiani? E stato Benso [Camillo conte di Cavour ndr] vero? Glielo avevo detto a Mazzini di non fidarsi di Benso, ma lui è così… “Giuseppe fidati che è bravo, dai Giuseppe non fare così…” Maledetto Benso…Son sicuro che è leghista. E ha votato Cota.

Veramente il Conte di Cavour non c’entra nulla…Comunque non si preoccupi: un paio di settimane e puliamo tutto. Non faccia troppe domande e ci risponda su Teano.

Beh l’incontro è andato così e così. Non è che sia stato elogiato più di tanto…Che poi, e rimanga tra noi, son rimasto sorpreso: mi avevano detto che l’Italia era diventata una Repubblica, invece mi son trovato davanti ad un re. Non avrete mica deciso di riprendervi Vittorio Emanuele II? Tra l’altro alla mia epoca era molto più alto e con qualche capello in più…

Guardi Giuseppe, abbiamo ultimamente un po’ di problemi di costituzionalità nel paese. Questo “re” di cui parla qualcosa le avrà pur offerto.

Uno stage di 72 mesi non retribuito. Volevo un posto, mi hanno dato una sedia. [si gira verso una donna ndr]Anitaaaaaa! Anitaaaaa! L’hai camuffata la carta d’identità per quel colloquio in villa? [torna a parlare con noi]

Signor Garibaldi l’intervista è conclusa. Un’ultima domanda: tornerà in Italia?

Beh, lei saprà certamente che mi chiamano l’uomo dei due mondi.

Certo, chi non lo sa. Ma questo cosa c’entra con la domanda?

Ecco. In uno solo dei due non bruciano le mie sagome
Arrivederci! Anzi, data l’ora tarda, buonanotte!

All’Italia Garibaldi, all’Italia…

Andreas Marcopoli

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