Sky chiede i confronti, dalla politica al calcio. E inventa la “notiziabilità inversa”

Posted on aprile 12, 2011

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Articolo scritto per FuoriLeMura e consultabile anche qui

Particolare dello spot di Sky

“Signor Mitterrand, lei non ha il monopolio del cuore.” La frase è del francese Valéry Giscard d’Estaing, pronunciata nel lontano 1974 dal candidato conservatore durante il dibattito pubblico televisivo contro il socialista Francois Mitterrand alla vigilia delle presidenziali francesi. L’accaduto, grazie al quale Giscard conquistò l’Eliseo, è tornato alla ribalta negli ultimi mesi, diventando protagonista di uno spot di Sky. Chiedi il confronto il titolo della pubblicità, in onda da diverso tempo sulla pay tv, che ha l’obiettivo di convincere gli italiani della necessità di un pubblico dibattito televisivo tra i capi di governo e opposizione. Lo spot fa parte di una serie che comprende tra gli altri anche il confronto Kennedy-Nixon del 1960 e quello più recente tra Serra e Lula in Brasile.
Dopo aver visto la pubblicità, che mostra come un dibattito televisivo può far cambiare la storia, lo spettatore è invogliato a mandare un’adesione a Sky (direttamente sul sito) con la richiesta di un confronto politico anche in Italia. Se si raggiungesse una quantità estremamente elevata di adesioni inviate, l’opinione pubblica (ma soprattutto i politici e gli altri media) sarebbero invogliati a prendere in considerazione questa ipotesi, rendendola di fatto realizzabile.
Seguendo il solco tracciato da se stessa, la compagnia di Murdoch la scorsa settimana ha trasportato l’idea in campo sportivo, chiedendo, attraverso Sky Sport 24, un confronto in conferenza stampa tra Leonardo e Allegri, gli allenatori di Inter e Milan, in vista del derby giocatosi sabato. Moltissimi i messaggi arrivati, tutti ovviamente favorevoli all’idea, ma evidentemente non abbastanza per fare andare in porto il progetto: durante la vigilia del derby i due allenatori hanno infatti svolto conferenze stampa distinte.

Allegri e Leonardo

Entrambe le iniziative hanno probabilmente, prima che carattere informativo, intento commerciale: la scelta di Sky infatti, più che dalla volontà di fornire informazione al cittadino, sembra spinta dalle possibilità di guadagno. Un dibattito televisivo tra i leader politici italiani (così come poteva fare quello tra i due allenatori di Inter e Milan) garantirebbe un boom di ascolti per la rete che, ricordiamolo, si candida ad ospitare un eventuale confronto sui propri canali, nel nome dell’indipendenza e dell’imparzialità.
Appurato l’obiettivo commerciale, peraltro facilmente intuibile, è bene analizzare queste iniziative da altri punti di vista per una visione globale del fenomeno.
Innanzitutto emerge la volontà di Sky di sfruttare al massimo le nuove tecniche comunicative e l’aspetto social dei media.
Il canale televisivo è infatti utilizzato in parte come si fa oggi con internet: i suoi notiziari attivi 24 ore su 24 permettono una rapidità di informazione propria della Rete che i normali telegiornali non sono in grado di offrire. Gli spettatori inoltre non vengono considerati come ricettori passivi, ma sono coinvolti nel progetto mediale attraverso iniziative come quella del “Chiedi il confronto” (una funzione analoga hanno i sondaggi), grazie alle quali chi vede il programma è incentivato ad avere un ruolo attivo così come accade sul web.

Il dibattito tra Giscard d'Estaing e Mitterand, spunto per la pubblicità di Sky

La modernità della piattaforma leader nel settore delle Pay Tv non si esaurisce però qui: l’iniziativa “Chiedi il confronto” nelle sue due facce (quella politica prima e quella sportiva poi) ha mostrato al mondo un nuovo modo di fare giornalismo. Ad oggi l’informazione è governata da quella che potremmo chiamare legge della notiziabilità: accade un evento importante che può essere di interesse pubblico e viene trasformato in notizia dai giornalisti. Più l’evento è interessante (e quindi notiziabile) e più esso ha la possibilità di diventare notizia.
Sky cambia questo modus operandi, capovolgendolo: viene scelta una notizia che farebbe il boom di ascolti (nel nostro caso il confronto diretto tra leader politici o sportivi) e si cerca di convincere gli spettatori ad agire affinché questo progetto diventi un evento reale, grazie al quale poi la Pay Tv potrà guadagnare sotto il profilo dello share e della visibilità. Sky inventa quella che, con un’espressione neologistica, si potrebbe chiamare notiziabilità inversa: non si passa più dall’evento accaduto alla notizia, ma dalla notizia all’evento che si spera accada. Un giornalismo questo che cerca quindi di costruire gli eventi dopo aver prefabbricato le notizie, e che si propone come parte attiva nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su certi temi.
Il tutto grazie a quello che dovrebbe essere il contributo degli spettatori i quali, grazie alle mail, provano a decidere cosa accadrà e si sentono protagonisti di uno show dove forse hanno soltanto la parte delle marionette.
Il giornalismo 2.0, finora appannaggio del web, sembra aver fatto breccia anche nel tubo catodico. Sebbene sotto forme e sfumature diverse. E le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

Andreas Marcopoli

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Posted in: Articoli, Attualità