(H)omo non sapiens, in Italia il diverso è immorale

Posted on aprile 11, 2011

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Articolo scritto per FuoriLeMura il 31/01/2011 e consultabile anche qui

Il vescovo di Foligno, Mons. Bertoldo

Hanno due occhi, un naso e una bocca. Perfino due gambe e due mani. Sembrano identici a noi ad un primo impatto. Eppure, per qualcuno, così diversi. Non hanno derubato, ucciso o malmenato nessuno. Eppure, per il vescovo di Foligno, così barbari e immorali.
Sono gli omosessuali, oggetto ancora una volta (purtroppo) di un attacco diretto, questa volta da parte di Monsignor Bertoldo, vescovo della città umbra.
Quest’ultimo infatti la scorsa settimana, interpellato sul presunto scandalo sessuale che sta investendo Silvio Berlusconi, ha affermato che il comportamento del premier, qualora giungessero prove certe, non sarebbe comunque condannabile.
Perlomeno non quanto quello di Nichi Vendola (dichiaratamente omosessuale), ritenuto dal parroco una persona immorale per il solo fatto di avere una attitudine sessuale diversa dalla norma e quindi contro natura.

Maurizio Gasparri

Aldilà della difficoltà di comprendere appieno il significato del termine “naturale” secondo l’accezione ecclesiastica (è naturale che un uomo vada con una donna, ma non è naturale interrompere inutili cure artificiali su pazienti che soffrono atroci sofferenze), è utile constatare che l’uscita del vescovo non appare isolata in questo periodo particolarmente travagliato per la politica italiana.Solo un paio di settimane fa lo stesso Gasparri aveva affermato che non soltanto non vi erano prove a carico di Berlusconi per quanto riguardasse i presunti rapporti con le minorenni, ma che, anche se vi fossero state, sicuramente il suo comportamento non poteva essere giudicato da personaggi come Vendola. La motivazione? Il Bunga Bunga almeno si fa con le donne, a differenza delle “predilizioni particolari”.Omo non sapiens, Homo (etero) invece sì.

La moralità di un’azione piuttosto che un’altra viene in pratica attestata, secondo l’esponente del Pdl, solamente dall’attitudine sessuale: un amore omosessuale puro e sincero sarebbe insomma a priori peggiore rispetto allo sfruttamento di prostituzione minorile, per il semplice fatto che chi va con le donne è figo (e quindi ha ragione a prescindere), mentre chi va con i maschi è frocio (e quindi ha torto a prescindere). Anche Il Giornale (vicino al del centro-destra), ha una posizione simile: Vendola è immorale perchè ha partecipato ai gay pride. E Berlusconi stesso sulla vicenda aveva affermato che era meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.
Possibile che tutto ad un tratto il Belpaese si sia risvegliato improvvisamente omofobo? Possibile che chi ha finora (come il Pdl) sbandierato una strenua lotta alla prostituzione abbia, nei fatti, un’idea del tutto diversa?
Chiariamo.

Un elettore del Pdl?

Innanzitutto appare evidente come si stia tentando di sminuire l’azione di Berlusconi non attraverso la ragione, ma piuttosto con l’uso delle emozioni. La crociata politica (o meglio: di una parte politica) contro il mondo omosessuale ha probabilmente lo scopo di sviare le attenzioni dalla problematicità della situazione. Si tende a fare di tutta l’erba un fascio (immorale io, ma immorale anche tu) per evitare di confrontarsi su un tema spinoso (come quello della dignità che spetterebbe a un capo di governo); si attacca l’avversario per non doversi difendere in maniera ragionata dalle critiche: la demonizzazione dell’altro ha lo scopo di rendere più lievi le accuse su se stessi senza bisogno di farle cadere.

Manifesto per Vendola: la diversità vista in chiave positiva.

Da valutare anche il fatto che la maggior parte di questi attacchi sono rivolti, direttamente o indirettamente, al governatore della Puglia Nichi Vendola, attualmente politico tra i più amati a sinistra e persona papabile al ruolo di candidato premier nel 2013. Questi ripetuti attacchi agli omosessuali da parte di esponenti di centro-destra sono quindi forse, più che di tipo morale, di tipo politico: si cerca di serrare le fila dei propri simpatizzanti (o di convincere gli incerti) cominciando a sottolineare le differenze con gli avversari politici, ma non sulla base di un programma, quanto di una attitudine sessuale. Uno slogan che suonerebbe così: noi siamo migliori perché, a differenza degli altri, ci piace “’u pilu”, come direbbe Antonio Albanese. Come se “’u pilu” servisse veramente per saper governare.

Non servirà per governare, ma potrebbe servire per essere rieletti: la politica odierna è sempre più fatta di empatia, personalismo ed emozione, piuttosto che di programmi, candidature oneste e idee innovative. E in Italia, in un contesto dove un Marrazzo che va a trans e si dimette è immorale, mentre un Berlusconi che adesca minorenni e non si dimette diventa un eroe, l’attacco agli omosessuali potrebbe nascondere un preciso piano politico prima di una scelta morale: “Votatemi perché io, nel bene o nel male, sono più simile a voi di quelli che stanno dall’altra parte”. Mentre il diverso, chiunque esso sia, è, è stato, e sarà, sempre e comunque immorale.

In Italia anche l’amore rischia di non essere più democratico, né per tutti, ma, (come il potere) oligarchico e appannaggio di una ristretta maggioranza. Rigorosamente eterosessuale.

Andreas Marcopoli

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