Il dio del Sole illumina Ciampino: in mostra l’Apollo Pizio

Posted on aprile 10, 2011

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La locandina della mostra

Nell’antica Grecia, secondo la credenza, guidava un carro volante che portava il Sole ogni mattino, permettendo alla luce di splendere dopo una buia notte. Figlio di Zeus e di Leto, è oggi ricordato più per un famoso scioglilingua che per aspetti mitologici. Stiamo parlando del dio Apollo, protagonista assoluto della mostra Ciampino Archeologica inaugurata il 16 dicembre nella Sala Consiliare della città che dà il nome all’iniziativa.
Il pezzo forte dell’esposizione temporanea, che durerà fino al 31 di gennaio, è infatti la statua dell’Apollo Pizio. Di proprietà del Museo Nazionale Romano, l’opera è stata prestata per l’occasione dalla Provincia di Roma al Comune di Ciampino, che ha così riabbracciato una scultura rinvenuta sul proprio territorio nel corso di scavi ottocenteschi.

L'Apollo Pizio

 La statua emerge dalla sala consiliare in tutta la sua maestosità: l’Apollo Pizio, II sec. d.C., presenta tratti anatomici appenna accennati, che creano un forte contrasto chiaroscurale con la capigliatura intricata. Un possente mantello poggia sulla spalla sinistra e termina su un tripode, simbolo delle qualità oracolari del dio. Attorno al tripode vi è un serpente che rappresenta il mostro Pitone, ucciso secondo la mitologia da Apollo, che proprio per questo gesto si guadagnò l’appellativo Pizio.

Ma la statua del dio non è l’unica attrazione della mostra, che presenta numerosi altri reperti provenienti dagli scavi dell’800 e da quelli più recenti, attivi dal 2004 in poi.
Tra questi vi sono i resti della villa romana di Quinto Voconio Pollione, edificata tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale nel territorio dell’odierna zona del Sassone. Sono presenti pezzi di statue femminili, pilastri marmorei e resti di capitelli corinzi, quasi tutti databili al I secolo dopo Cristo. Interessanti anche le lastre con scene di vendemmia o animali (delfini, pantere e perfino esseri fantastici come le sfingi).

Una  parte della mostra è invece dedicata all’aspetto sacro. Dallo studio dei reperti è emerso infatti che la zona dell’Acqua Acetosa è stata un luogo di culto nel periodo compreso tra la fine del IV e quella del III secolo a.C. L’esposizione presenta ceramiche miniaturistiche e lucerne a vernice nera, mentre due bronzetti dedicati ad Ercole sembrano testimoniare un antico culto del semidio in questa zona. Ma ancor più curiose sono le epigrafi dedicate ad Iside e Serapide, divinità egizie probabilmente oggetto di passata adorazione nel territorio.

Frammento di sarcofago con Teti recante le armi di Achille

Un’altra parte della mostra è invece riservata all’aspetto funerario: si possono ammirare iscrizioni funebri e capitelli compositi a foglie lisce, nonché urne cinerarie risalenti al I secolo dopo Cristo. Queste ultime sono praticamente perfette e senza parti mancanti. Da segnalare anche lo splendido frammento di sarcofago raffigurante Teti che porta le armi di Achille: un pezzo di incantevole bellezza, scolpito sul marmo bianco e databile attorno al secondo secolo dopo Cristo. In una sala apposita si può invece accedere ad una videoproiezione di un documentario sugli scavi archeologici e sulla storia dei reperti rinvenuti.

All’inaugurazione della mostra erano presenti il sindaco del comune di Ciampino, Walter Perandini, e il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Quest’ultimo ha annunciato, un po’ a sorpresa, che la statua dell’Apollo Pizio resterà a Ciampino anche dopo la fine dell’esposizione temporanea.
Presente alla cerimonia di apertura anche l’assessore alla cultura  Mauro Testa, che, in un’intervista per Fuori le Mura, ha svelato l’esistenza di un progetto del comune votato alla creazione di un complesso permanente per l’esposizione di alcuni dei reperti. Secondo l’assessore è quindi probabile la costruzione in futuro di un antiquarium definitivo in una nuova ala del comune di Ciampino.

Doliarium della Villa di Quinto Voconio Pollione

Il sindaco Perandini si è invece detto entusiasta per aver riportato nella città un importante reperto come l’Apollo Pizio, rinvenuto proprio nell’interland ciampinese. La statua rappresenta, secondo il sindaco, un forte elemento simbolico e identitario per la città stessa.
Questa tesi è supportata dal fatto che l’immagine dell’Apollo è stata finora riprodotta sulla copertina di quasi tutti i libri dedicati all’arte di Ciampino.
Anche per questo si è deciso di puntare forte su una mostra archeologica che avesse il Pizio come punto di riferimento.
Un’ottima iniziativa per avvicinare i cittadini all’archeologia e al territorio.
E in Italia, dove l’arte spesso crolla come le domus di Pompei, non ci sembra affatto poco.

Andreas Marcopoli

Articolo scritto per FuoriLeMura il 20/12/2010 e consultabile anche qui

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