Editoria e nuove tecnologie: i libri al tempo dell’iPad

Posted on aprile 9, 2011

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iPad

Un libro cartaceo può trasformarsi in qualcosa di interattivo? Si può creare un social network dove si producano libri? L’iPad può rappresentare il futuro dell’editoria? Le risposte a queste domande sono venute fuori dai convegni “Leggere e guardare” e “Prodotti nuovi per futuri lettori” tenutisi a Più libri più liberi, 9a fiera della Piccola e Media Editoria di Roma nella giornata di oggi.
Alcuni esperti di comunicazione e new media hanno esposto le loro tesi sul rapporto esistente ad oggi tra l’editoria e la tecnologia, analizzando anche gli aspetti relativi ai nuovi meccanismi di lettura.
Gli incontri sono stati introdotti da Cristina Mussinelli, responsabile dell’area tecnologica dell’Associazione Italiana Editori, che ha inaugurato i convegni parlando dell’iPad, l’ultimo gioiello di casa Apple. Secondo un recente sondaggio emerge che molti tra coloro che possiedono un iPad lo utilizzano per accedere a contenuti editoriali e leggere giornali, riviste e libri.Un segno tangibile che l’azione della lettura si va allontanando sempre più dalle realtà cartacee per indirizzarsi su piattaforme digitali. Queste ultime vengono utilizzate in maniera crescente dai ragazzi: il numero dei tecnofan (individui avvezzi all’uso delle nuove tecnologie) nella fascia giovanile è infatti aumentato nel nostro paese del 40% dal 2007 ad oggi, secondo i dati forniti dalla Mussinelli.

Libri, libri e libri: questi saranno stati creati in rete o no?

Tutto ciò è stato preso come spunto da Gino Roncaglia, docente di informatica applicata alle discipline umanistiche, che ha introdotto il tema dei social network, affermando che anche nel campo dell’editoria esistono fenomeni di aggregazione online e di creazione di community.
Roncaglia ha portato come esempio il sito The mongoliad, ideato da un gruppo di scrittori di fantascienza. Nel sito questi ultimi hanno creato un ambientazione fittizia di stampo duecentesco, attraverso la scrittura di alcuni racconti base.
Gli utenti che visitano The mongoliad possono contribuire alla creazione dell’universo narrativo postando i propri racconti. Così facendo si viene a creare un progetto editoriale il cui risultato è la somma di tutte le produzioni di esperti e non su un’ambientazione precisa. In pratica una specie di community di aspiranti scrittori.

Durante il secondo convegno è intervenuto Luca de Michelis, amministratore delegato della Marsilio Editore, che ha ripreso il tema dell’iPad. De Michelis ha affermato che quest’ultimo è il primo oggetto tecnologico capace di suscitare emozioni, per via delle sue caratteristiche peculiari (tra le quali lo schermo touch screen).
La Marsilio Editore ha puntato forte su questo strumento, fornendo guide e cataloghi di alcuni musei come applicazioni per l’iPad.
Secondo le parole dello stesso de Michelis lo scopo era quello di offrire all’utente una fruizione del prodotto editoriale da una prospettiva diversa rispetto a quella della carta stampata.
L’iPad permette infatti di superare l’ostacolo della “linearità” del libro, fornendo interattività e multimedialità grazie alle quali si può ottenere un catalogo museale di stampo non tradizionale.

Codice QR che rimanda al link di Wikipedia

Dopo un breve intervento di Antonella Vincenzi sul legame tra nuove tecnologie e libri per l’infanzia, è stata la volta di Federico Ruperti, consulente di marketing per il sito FakePress, che ha illustrato alcuni progetti digitali legati al mondo editoriale. Il primo è quello del REFF, che aspira a rendere il libro connesso al digitale attraverso l’utilizzo di codici che, stampati su carta, possono essere letti da uno smartphone  tramite un’applicazione. In questo modo il codice viene riformulato dall’apparecchio digitale che crea un ipertesto multimediale.

Un altro progetto illustrato da Ruperti a conclusione del secondo convegno è quello delle “Keitai novels”. Si tratta di racconti scritti interamente sul cellulare: ognuno può scrivere la propria storia tramite il proprio telefonino e inviarla su siti web appositi, che provvederanno a rendere fruibile il tutto ad altri appassionati: abbonandosi a questi siti si riceveranno i racconti sul proprio cellulare. Il fenomeno nasce in Giappone, e la maggior parte degli scrittori ha tra gli 11 e i 15 anni. I racconti che hanno maggior successo e che vengono maggiormente letti sono poi stampati su carta da alcuni importanti editori. Sembra sottinteso che il successo di pubblico conti più della bravura dello scrittore.

Cari aspiranti romanzieri non avete più scuse: niente più case editrici da contattare, niente più fogli da compilare, niente più penne da utilizzare. Per il vostro prossimo libro vi basterà avere a disposizione un telefono cellulare. Poi magari potreste far leggere il racconto ad un amico sul vostro iPad. Scrivere e leggere non è mai stato così facile.
O forse no?

Andreas Marcopoli

Articolo scritto per FuoriLeMura il 7/12/2010 e consultabile anche qui

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